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301110

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L'EURO
E' DI NUOVO
NELLA BUFERA



30 Novembre 2010
Anno 3 - numero 97



















E' IMPORTANTE SELEZIONARE I TITOLI CON ATTENZIONE,
NON TUTTI SONO DEGLI AFFARI.
Le misure decise per contrastare la crisi irlandese, per ora, non convincono i mercati finanziari, non c'è quindi da stupirsi se continua l'attacco all’Euro ed alle Borse.
Attualmente, le vendite si concentrano sui Paesi ritenuti più a rischio ed in particolare sui loro titoli finanziari. Infatti, l'indice Dow Jones, da inizio anno, è in guadagno quasi del 6%, mentre il nostro indice FTSE MIB, ricco di titoli finanziari, accusa una perdita di oltre il 17% (che non tiene conto del pagamento di più del 3% in dividendi) e Madrid accusa una flessione di più del 22%.

In questa fase, oltre a generarsi interessanti occasioni di acquisto, si possono cogliere utili informazioni valide anche per le prossime sedute borsistiche. Infatti, i titoli che si mantengono forti in questa fase, con molta probabilità rimarranno tali anche nell'immediato futuro, viceversa, i titoli più deboli (soprattutto i finanziari) hanno raggiunto prezzi di grande interesse, ma il prolungarsi dei loro ribassi per ora li rende troppo rischiosi e poco appetibili.

In particolare, il ribasso dei titoli bancari ci appare come una sorta di sconto che il mercato richiede in anticipo per la possibilità, sempre più concreta, che le banche debbano effettuare nuovi aumenti di capitale, per rispettare i coefficienti di patrimonializzazione resi più stringenti e su cui verrà esercitato un controllo assai più attento.

Cert, anche il settore finanziario beneficerà, in caso di rialzo delle Borse, del rimbalzo tecnico, ma non è detto che tale settore diventi il preferito degli investitori. Per tutto il 2010, infatti, le Borse hanno dimostrato chiaramente di gradire i titoli industriali (tecnologici e non) in quanto la crisi finanziaria ha spinto le imprese a ridurre veramente all’estremo i costi, aumentandone notevolmente la competitività.

Diversamente, la finanza continua ad essere il centro malato del corpo economico mondiale e la sua guarigione richiederà una serie di adempimenti lunghi ed impegnativi, ma in questo settore, le aziende migliori recupereranno tutto o quasi tutto il loro valore. Il vero problema, semmai, è quanto in basso il loro valore azionario cadrà durante la crisi.

Venendo all’analisi tecnica, la negatività delle ultime sedute ha fatto scattare segnali spiacevoli. Il Dow Jones, infatti, ha perso il suo trend rialzista che riprenderebbe solo in caso di nuovo superamento di quota 11.451. Attenzione anche al segnale ribassista, è collocato a quota 10.978 e l'altro ieri è stato quasi raggiunto.

Come sempre, la situazione a Piazza Affari è decisamente più negativa e per il nostro indice FTSE MIB è giunto il segnale ribassista, che ha come obiettivo quota 18.000. La tendenza negativa si concluderebbe sopra 20.593 punti, mentre per l'innesco di un nuovo rialzo sarà necessario il ritorno a quota 21.647.


Per ulteriori approfondimenti vi segnaliamo
Mercati & Tendenze Video Flash [guarda]



L'EURO E' DAVVERO A RISCHIO?
Negli ultimi giorni, la forte caduta dei prezzi dei Btp ha evidenziato che l'Italia ora viene considerata come un Paese che potrebbe incorrere in qualche manovra straordinaria, a livello di tesoreria statale. Sappiamo che a livello politico, l'Italia non ha più la stabilità di qualche mese fa, ciò nonostante le stesse agenzie di rating ritengono la situazione italiana non particolarmente preoccupante.

Fa comunque effetto vedere i ripetuti cali di prezzo dei Btp degli ultimi giorni, ma di fronte a simili situazioni occorre pensare in un'ottica più estesa. E' vero che potrebbero concretizzarsi in futuro difficoltà per il Tesoro Italiano, ma l'Italia è uno degli Stati con il più alto tasso di risparmio al mondo e questo la rende sicuramente diversa da Grecia ed Irlanda.

Ma se effettivamente la crisi dovesse allargarsi al Portogallo e alla Spagna, all'Italia cosa succederebbe? Sarebbe davvero a rischio l’esistenza dell’Euro, come ha dichiarato (frettolosamente) la Merkel?

In realtà, l'unica soluzione logica sarebbe quella di salvare tutti questi Stati, attingendo dal cosiddetto Fondo Salvastati.

Perché? Perché, una disintegrazione dell’Euro provocherebbe forse più danni agli Stati ricchi che a quelli poveri.

Se effettivamente nazioni, come Italia e Spagna, dovessero uscire dall'area Euro, potrebbero ritornare alle loro originarie divise solo ad un tasso molto svalutato. Ciò comporterebbe un notevole impoverimento del loro potere d'acquisto, un fortissimo calo delle importazioni dei beni non strettamente necessari e nel contempo, un meraviglioso (anche se tragico) balzo di competitività dei loro prodotti.

Per fare un'esempio pratico, le vendite del
Made in Italy sarebbero molto più facili rispetto a quelle dei prodotti tedeschi o di altri Stati ancora appartenenti all'area Euro.

Contemporaneamente, le importazioni da queste nazioni (e da altri paesi come gli USA) ne risentirebbero molto negativamente, con conseguenze pesanti per gli stessi paesi "virtuosi". Ecco perché, soprattutto da parte di Germania e Francia, tenere unito l’Euro, anche a costo di vederlo svalutare, è l'unica cosa logica da fare.

Oltre tutto, la svalutazione della Moneta Unica fornirebbe a tutta la Comunità una parte di quei vantaggi (prima descritti) che diversamente sarebberro offerti solo ai singoli Paesi lasciati cadere in dissesto.

Un Euro più competitivo nei confronti del Dollaro e dello Yen darebbe all'industria europea un potenziale commerciale utilissimo per uscire dalla crisi.

Riassumendo, lasciare che i singoli Stati membri vadano in dissesto non conviene a nessuno. Invece, aiutarli a costo di fare sacrifici collettivi e di deprezzare l’Euro conviene a tutti. Sta esclusivamente all'intelligenza dei politici applicare fino in fondo questa "ricetta“.

Alla luce di questo quadro, rimaniamo dell'opinione che l'attuale situazione dei mercati azionari, nonchè dei titoli di Stato, rappresenti una rischiosa, ma importante occasione di acquisto, da sfruttare con prudenza e gradualità, valutando tutto attentamente.

Se davvero, tra non molto, i tassi di interesse in Europa riprenderanno a crescere, acquistare in questi giorni titoli a tasso fisso (come ad esempio i Btp) consente di ricevere in anticipo il rendimento disponibile in futuro, ma per altri motivi.


Testo edito a cura dell’Ufficio Studi di Ricerca Finanza
Direttore Responsabile Dr. Massimo Intropido


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Ricerca Finanza è lieta di presentare la conferenza didattica
del Dottor Massimo Intropido


Argomento trattato:
Gli interventi FED e la dinamica del Dollaro
Prospettive a breve e medio termine
per i mercati finanziari Europei ed Usa.

Le mosse della FED condizionano l'economia mondiale.
Il valore del Dollaro è fonte di ampie tensioni internazionali.
In tale situazione, è possibile conseguire sia grandi profitti che subire pesanti perdite.
I fondamentali economici e finanziari vanno vagliati e compresi accuratamente
per essere sfruttati al meglio.



Sabato, 11 Dicembre 2010 dalle ore 10,00 alle ore 11,30.
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BORSE
Sono arrivati due brutti segnali tecnici. Il primo riguarda l'indice Dow Jones che ha perduto il suo trend rialzista, lo riprenderebbe solo con il superamento di 11.451 punti. Nel contempo, occorre evitare la discesa sotto quota 10.978 perché darebbe origine ad un trend ribassista. Il ribasso, si è già generato sul nostro indice FTSE MIB. Ora l’obiettivo rischia di essere quota 18.000. La nuova pericolosa tendenza si concluderebbe qualora il nostro indice ritornasse al di sopra dei 20.593 punti.


SENTIMENT

Gli indici di fiducia in Germania sono sui massimi. Negli Stati Uniti sembrano avere iniziato la ripresa con una certa decisione. Tutto questo malgrado la crisi dell’Irlanda. Si tratta di una situazione da non sottovalutare.


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Venerdì arrivano gli attesissimi dati sul mercato del lavoro americano. Da qualche settimana, però, i sussidi di disoccupazione hanno iniziato ad accelerare verso il basso. Che sia l’inizio della svolta?


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Quanto raccomandato nelle scorse settimane si è puntualmente rivelato utile. Chi ha protetto i propri profitti ai primi segnali pericolosi di debolezza, ora sa di aver fatto la cosa giusta ed ha la liquidità per poter sfruttare i prezzi via via sempre più interessanti che si stanno producendo solo su alcuni titoli. Infatti, ora è più che mai opportuno selezionargli con la dovuta attenzione.


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